venerdì, 26 Febbraio, 2021
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La prima casa passiva con standard mediterraneo: Villa di Gioia

In qualità di progettisti riteniamo che l’architettura, nella sua autonomia espressiva, debba sempre dare risposte concrete ai bisogni della società, (Pedone Working).

Fotografia di Sergio Camplone

Ed è partendo da tale presupposto che la nostra attività,  da ormai un decennio, si concentra in modo specifico sulla ricerca delle potenzialità espressive dell’architettura sostenibile nella realtà del Sud Italia, sperimentando in particolare le contaminazioni tra questa e l’architettura contemporanea a qualunque scala d’intervento: dalla dimensione territoriale ed urbana a quella privata.

L’ attento studio evolutivo dei sistemi costruttivi tradizionali unitamente ad un know-how tecnologico impostato all’insegna dei più alti standards di efficienza energetica, secondo un perfetto connubio tra esperienza, cultura ed innovazione, hanno reso possibile la realizzazione, ultimata nel 2011, di questa residenza unifamiliare “Villa Di Gioia: CasaClima Gold+”,casa passiva mediterranea in Bisceglie (Bt).

Caratterizzata com’è da bassissimi consumi e, di conseguenza, basse emissioni di CO2, dall’uso di materiali biosostenibili, di fonti rinnovabili, dall’uso passivo degli apporti solari e della ventilazione naturale, nonchè dal recupero ed uso delle risorse naturali rappresenta un esempio compiuto di integrazione tra architettura e sostenibilità.

Fotografia di Sergio Camplone

La residenza unifamiliare, sita in Puglia nel comune di Bisceglie, sorge in un contesto di mare tra i più suggestivi ed affascinanti del nord barese su di un’area costiera a carattere turistico-residenziale che, se pur periferica rispetto alla città urbanizzata, è contraddistinta da una buona accessibilità ai servizi del territorio.

Il progetto si presenta al piano terra come un volume articolato ove sul lato nord si sviluppa in altezza dando origine ad una torre che affaccia sul patio centrale, mentre il livello superiore si caratterizza per una forma ad “L” più compatta creando una zona di maggiore intimità destinata a zona notte.

Il fronte d’ingresso è caratterizzato dal segno netto  della copertura metallica che ammorsa una “scatola di vetro”, adibita a living area, il cui cromatismo si riflette nella lunga vasca d’acqua ad essa sottostante. Dal patio centrale, motore pulsante della composizione, avviene l’accesso alla zona giorno dell’ abitazione, concepita come open space vetrato con vista sul giardino, e dalla quale, intravedendo la zona pranzo e la cucina, si delineano altri ambienti di diverse ampiezze che si incrociano senza confondersi sino a condurre ad una scala a vista che accompagna alla zona notte del livello superiore.

Questa architettura, inserita in un paesaggio dalla forte caratterizzazione mediterranea, è stata progettata come uno spazio aperto in stretta confidenza con la natura che la circonda.

Fotografia di Sergio Camplone

La casa infatti emerge dalla terra ma sembra anche immergersi in essa avendo forte la volontà di lasciarsi penetrare dalla campagna circostante, dal mare, dal cielo e dalla luce in un linguaggio formale che se da un lato riprende nei materiali e nei cromatismi l’architettura tradizionale dall’altro ne rinnova il vocabolario formale depauperandolo da qualsiasi elemento decorativo con un  chiaro rigore formale certamente debitore della lezione razionalista.

Il tentativo perseguito è stato dunque quello di offrire spunti di riflessione su un’architettura in grado di generare scambi e relazioni virtuose tra ambiente costruito ed ambiente naturale, in cui la stessa complessa articolazione spaziale del costruito è sempre frutto di scelte progettuali fortemente influenzate da valutazioni di natura bioclimatica per valorizzare al contempo sia il contributo solare che quello dei venti prevalenti nella zona.

Tale impostazione progettuale è chiaramente riconoscibile nella forma dell’edificio, nel posizionamento delle aperture, nella ricerca di ottimi  rapporti di illuminazione e soleggiamento in tutte le stagioni nonché nello studio dell’ombreggiamento reciproco sia tra le varie parti dell’edificio che da quelle su di esso dettate dalla natura circostante.

Fonte: Pedone Working

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