giovedì, 26 Novembre, 2020
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La Ciclovia Adriatica da Trieste alla Puglia

Il Mare Adriatico è il grande protagonista di questo itinerario cicloturistico di circa 1300km che attraversa ben 7 regioni italiane, collegando Trieste con Santa Maria di Leuca, il punto più meridionale della Puglia. Come spesso accade con i percorsi così lunghi, le sue condizioni dal punto di vista cicloturistico sono molto varie. La maggior parte scorre su strade secondarie poco trafficate, ma non sono rari i tratti lungo la SS16, la Statale Adriatica; al contrario, soprattutto in Abruzzo vi sono molti chilometri di bella pista ciclabile. E’ consigliabile evitare i mesi di luglio e agosto, quando il traffico (sia di macchine lungo la statale, che di bici lungo la ciclabile) è intenso, così come il caldo. La Ciclovia Adriatica fa parte della rete di itinerari cicloturistici progettata dalla Fiab, è in particolare il BI6.

La traccia gps fornita non è stata rilevata sul posto, e deve essere usata solo come un generale punto di riferimento per calcolare le distanze; data la lunghezza del percorso, è impossibile al momento tracciare accuratamente tutte le deviazioni e i passaggi noti ai locali che fanno risparmiare tratti su strada. Poiché si rimane quasi sempre all’altezza del mare, il percorso è generalmente pianeggiante.

Ciclovia Adriatica Trieste
Vista della città di Trieste

La Ciclovia Adriatica parte da Trieste, importante porto e città al confine fra diverse culture. Questi sono gli unici tratti in cui si prosegue in direzione nord per poi piegare a ovest: per il resto la direzione sarà quasi sempre sud-sudest. Sulla destra, delle colline accompagnano il ciclista fino a Monfalcone, dove si entra nella pianura veneto-friulana, propaggine nord-orientale della più famosa pianura padana. Il paesaggio è qui composto principalmente da un continuo alternarsi di campi coltivati e piccoli borghi. Gli alberi e i tratti all’ombra sono praticamente inesistenti. Si attraversano uno dopo l’altro tutti i principali fiumi affluenti del mare Adriatico nella pianura, fra cui anche l’Isonzo, il Tagliamento e il Piave, dove fu arrestata l’avanzata austro-ungarica durante la Prima Guerra Mondiale.

Dopo circa 120km si arriva in vista della laguna veneta. Passando per Mestre, meglio resistere alla tentazione di passare qualche ora a Venezia, città non molto adatta all’uso della bici per i continui saliscendi su scalini nel centro storico. Costeggiando il lago di Ripola, si giunge a Chioggia per poi attraversare l’Adige e il Po, dopo circa 210 km dalla partenza.

Ciclovia Adriatica
Il monumento a Marco Pantani a Cesenatico

Si entra così in Emilia Romagna. Inizia qui la lunga successione di lidi che accompagnerà il ciclista per un lungo tratto. Fra tanto mare però non dimenticate di visitare Ravenna, a pochi chilometri dalla costa, con i magnifici mosaici della Basilica di San Vitale, realizzati per celebrare l’imperatore Giustiniano I e la sua consorte Teodora. Si ritorna sulle spiagge poco prima di Cesenatico, luogo in cui gli appassionati di ciclismo sportivo potranno rivolgere i propri pensieri al Pirata Marco Pantani. Da queste parti inoltre iniziano a essere più frequenti le piste ciclabili: a volte semplici strisce sull’asfalto (come all’altezza di Cattolica), a volte su sede separata (come nel tratto Pesaro-Fano, già nelle Marche).

Anche la seconda parte della sezione marchigiana (da Porto Recanati a Porto d’Ascoli) è gradevole da fare, in quanto è possibile evitare quasi sempre il passaggio lungo la SS16. Numerosi i punti di interesse; fra tutti ricordiamo Cupra Marittima, da cui si può fare una deviazione di circa un chilometro in salita per visitare Castel Sant’Andrea e godere di un bel panorama dall’alto sulla strada che si è percorsa e sul mare; anche la parte antica del paese, su una collinetta sul mare, è caratteristica.

Ciclovia Adriatica Abruzzo
La pista ciclabile all’altezza di Alba Adriatica (Teramo)

Il tratto abruzzese presenta all’inizio una lunga pista ciclabile su sede separata; anche qui, i lidi si susseguono quasi senza soluzione di continuità, e non è difficile trovare campeggi per una sosta low-cost (controllate che siano aperti nel periodo in cui pedalate però). Anche qui, presentiamo solo una breve selezione delle attrazioni locali: Ortona merita una sosta, per visitare il Castello Aragonese; vi consigliamo anche

Ciclovia Adriatica Ortona
Uno dei plastici che ricostruiscono la battaglia di Ortona

l’interessante museo dedicato ai giorni della battaglia di Ortona (20-28 dicembre 1943), fra le truppe alleate canadesi e i nazisti che tenevano la città. Vasto è un’altra cittadina con un centro storico da cui si gode della vista sul mare; il momento migliore per visitarlo è la sera d’estate, quando si anima di concerti e manifestazioni. Altrettanto caratteristico è il borgo storico di Termoli, in Molise.

Entrati in Puglia, si è di fronte a una scelta. Nel primo tratto infatti ci sono due possibilità: o si presta fede al percorso che si sta compiendo, rimanendo lungo l’Adriatico e pedalando attorno al Gargano, oppure si bypassa lo sperone d’Italia  continuando verso sud-est e ricollegandosi al percorso principale nelle vicinanze di Manfredonia; la prima opzione è più difficile dal punto di vista altimetrico, ma più affascinante paesaggisticamente, ed è quella che vi consigliamo, soprattutto se evitate i mesi più turistici. Si passa prima per i laghi costieri di Lèsina e Varano, per poi seguire con molte curve la frastagliata costa; se non prevedete di tornare da queste parti, vi possiamo consigliare tre gite o deviazioni: un’escursione in traghetto alle isole Tremiti può essere un’ottima occasione per concedersi una pausa dalla bici dopo tanti chilometri; se le salite non vi spaventano inoltre vale la pena di addentrarsi nella magnifica Foresta Umbra, e di visitare Monte Sant’Angelo, con il famoso santuario e la meno famosa ma altrettanto interessante rocca.Meccanica Base 1Corso: 199€ISCRIVITI

Ciclovia Adriatica Puglia
Trulli nei dintorni di Cisternino

Usciti dal Gargano si affrontano gli ultimi 350km circa di questa Ciclovia Adriatica. In questo tratto si pedala in gran parte su strade secondarie di campagna, frequentate solo da pochi trattori e automobili. Più attenzione bisogna porre negli attraversamenti di paesi e città, che però offrono moltissimi spunti di interesse. Ci piace qui ricordare un paio di luoghi forse poco noti, che potrebbero sfuggire all’attenzione: gli scavi di Egnazia (città risalente all’epoca dei Messapi) nel comune di Fasano, e il borgo di Cisternino, raggiungibile con una breve deviazione verso l’interno da Torre Canne; nel tornare verso le spiagge, è consigliabile passare prima per Ostuni, la città bianca. Da qui si continua a seguire la costa fino alla mèta, Santa Maria di Leuca. Per il tratto pugliese è disponibile anche un approfondito roadbook sul sito della Regione Puglia.

Giunti al punto più meridionale del tacco d’Italia, per tornare indietro si può prendere il treno alla stazione di Gagliano del Capo, inoltrandosi verso nord lungo la SP81 per 5-6 chilometri.

Fonte: BikeItalia

Stefano Signorelli
Stefano Signorellihttp://blog.sostenibile.io/
Presidente Associazione Culturale per la Difesa e Promozione dell'Ambiente: Sostenibile.io

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